Se il buongiorno si vede dal mattino, quello di Sidi è stato completamente roseo. Il nostro lunedì è atipico, siamo ancora emozionati per l’impresa di Egan Bernal che oggi ha indossato la Maglia Rosa. La sua incredibile azione lanciata agli ultimi seicento metri, della tappa di domenica, dal un finale completamente inedito sullo sterrato, circondato dalle lande abruzzesi, gli ha permesso di conquistare la sua prima vittoria in un Grand Tour e la maglia di leader in un colpo solo. Le lacrime di commozione del giovane colombiano hanno chiuso sette giorni sorprendenti, pieni di colpi di scena e piccoli grandi momenti di orgoglio per aver visto giovani atleti Sidi - come Tagliani e Ponomar - protagonisti delle fughe di giornata. Una settimana è alle spalle, un’altra sta per cominciare e i nostri corridori raccontano la corsa dal loro punto di vista, il tempo di due battute, poco prima di ricominciare a correre. 

Davide Formolo

Anni: 28

Team UAE Emirates

Modello di scarpa: Shot 2

Il Giro in tre parole?
Passione. Fatica. Salita.


C’è una canzone particolare che ascolti prima della tappa?

“Hanno ucciso l’uomo ragno” degli 883.


Hai un portafortuna?

La foto della mia piccola Chloe con mia moglie.

Pello Bilbao

Anni: 31

Team Bahrain Victorious

Modello di scarpa: Shot 2

Il Giro in tre parole?

Ci sono state molte esperienze belle ma quella che ricordo con più emozione è senz’altro la vittoria a L’Aquila, durante il Giro del 2019.  E’ stato il mio primo successo in un Grande Giro con un finale veramente toccante. La sensazione che ho provato è indescrivibile, sentivo quella felicità che si prova quando si raggiunge finalmente un obiettivo inseguito da molto tempo. Pazzesco pensare che tutto questo succedeva esattamente due anni fa - il 17 maggio - e, proprio oggi, siamo partiti da quello stesso luogo che mi rievoca così tanti ricordi.  

Hai un portafortuna?

No, non ne ho uno. Ma porto sempre il mio cuscino in valigia, per dormire bene come a casa.

Cosa pensi se ti diciamo “Cima Coppi”?

La Cima Coppi è la storia del ciclismo. Coppi è stato un grande mito ed è sempre importante ricordare il patrimonio storico che abbiamo. E’ questo che fa grande una corsa come il Giro d’Italia. Noi ciclisti sappiamo che quando troviamo questo punto, sarà probabilmente il più difficile da superare in corsa e, per questo, è sempre un regalo speciale riuscire a conquistare questa ambita cima. E’ come vincere una tappa, qualcosa di eccezionale. 

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