Fuoriclasse giovane e moderno ma allo stesso tempo profondamente legato al modo di correre del grande ciclismo, Egan è un ambassador perfetto per Sixty che racchiude tutto l’heritage di Sidi. Un paio di scarpe che consacrano un Giro d’Italia ma non solo, un successo che è sempre un punto di partenza, come ci insegna il ciclismo ogni volta, ad ogni emozione. 

Il Giro d’Italia di Egan Bernal comincia con la vittoria della 9a tappa da Castel di Sangro a Campo Felice, 158 km e oltre 3.000 metri di dislivello. Percorso ondulato e tecnico che termina con una salita su sterrato verso il traguardo dove Egan attacca e fa la differenza affrontando pendenze dall’8 al 14% con particolare esplosività. Il talento è indubbio ma lo stesso Bernal dichiara di non credere a quanto successo. Era infatti la sua prima vittoria in un Grande Giro. 

Campo Felice non gli regala solo una vittoria ma anche la maglia rosa di leader della classifica generale, un indumento con il quale ha una certa familiarità, avendo già vinto un grande giro, ma che ha un fascino tutto speciale: è la prima maglia rosa alla sua prima partecipazione.   

Sette tappe dopo Egan offre un altro momento di grande ciclismo conquistando il traguardo di Cortina d’Ampezzo dopo aver attaccato sul Passo Giau in una tappa segnata dal maltempo. Il percorso disegnato per veri scalatori ha visto la maglia rosa tagliare il traguardo davanti a Romain Bardet e Damiano Caruso e aumentare considerevolmente il vantaggio nella classifica generale. 

‘Vincere in Maglia Rosa è speciale per questo mi sono tolto la mantellina nel finale, per mostrarla al traguardo. È stata una tappa dura ma l’ho affrontata con la giusta lucidità e concentrazione. Sapevo che avrei sofferto, ora sono veramente felice!” dichiara subito dopo il traguardo.


Prima della partenza del Giro ha confessato la sua voglia di correre questa corsa e poi oltre alle vittorie di tappa segna: il record di scalata sullo Zoncolan percorso alla media di 19,63 km/h; indossa la maglia Rosa dopo 9 giorni dalla partenza e la mantiene con tutta la grinta e il lavoro di squadra necessario fino alla fine; conduce la classifica dei giovani con 6’04” davanti a Vlasov e Martinez.

‘E' stato un giro davvero emozionante che ci ha tenuto con il fiato sospeso fino alla fine. Le ultime tappe hanno ravvivato la corsa e alla nostra azienda hanno regalato incredibili soddisfazioni. Quattro vittorie di tappa, la maglia rosa e la maglia bianca sono davvero un risultato che ci rende assolutamente orgogliosi di fare parte di questo meraviglioso sport che è Il ciclismo..’ dice Rosella Signori. 

Ci piace pensare che la Sixty abbia contribuito ai successi di questo grande e giovanissimo campione che con i suoi feedback ha ispirato il modello disegnato per corridori con i GPM nel DNA. Una scarpa leggera, performante, resistente e naturalmente comoda, ora, solo per lui, assolutamente ROSA

Sidi Sixty - cosa c’è da sapere

Prodotta con materiali all’avanguardia, Sidi Sixty è un mix tra tradizione e innovazione capace di offrire precisione nella regolazione attraverso un singolo rotore che permette inoltre di ridurre il peso della scarpa pur assicurando una chiusura micrometrica e una velocità di rilascio della tensione ottimizzata. La scarpa che assicura alti livelli di aerodinamicità e performance, sembra cucita sul piede di un campione come Egan Bernal dal talento camaleontico e sorprendente, capace di eccellere anche in condizioni di corsa critiche.
La suola ultra-leggera Vent Carbon è stata studiata per trasferire in maniera ottimale la potenza della pedalata e garantire massima resistenza e traspirazione attraverso speciali canali d’aria integrati pensati per favorire la dispersione del calore. Prese d’aria permettono di aumentare o diminuire la ventilazione in base al clima e alla stagione. Le fibre di carbonio che compongono la suola conferiscono il giusto grado di rigidità e flessione controllata in punta, alleviando lo stress ai tendini plantari e favorendo una corretta circolazione durante lo sforzo. Il tallone integrato fornisce un grande aiuto anatomico, sostenendo il piede durante la pedalata e evitando deformazioni causate da possibili pressioni prolungate.  

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