E’ Natale nonostante tutto. Nota perlopiù come festa religiosa, il Natale ha anche un significato di rinascita e, mai come quest’anno, sarebbe bello pensare che, dopo questo periodo difficile, ci si possa aspettare un cambiamento. Un cambiamento nel senso più ampio del termine che includa le abitudini e i valori, che un tempo erano davvero importanti. Ecco perché vorrei soffermarmi un attimo su alcuni ricordi legati ai valori, non credo ci sia momento migliore per farlo.


E’ vero che sono stato sempre un tipo deciso e caparbio, lo dicevano mia mamma, mia sorella e tutte le persone che mi hanno conosciuto bene. Ho però anche sempre lavorato tanto, tantissimo. Credevo in quello che facevo e lo facevo con entusiasmo, con passione, volevo creare qualcosa e, anche se in quel periodo c’erano tante opportunità, non era certo semplice affrontare le difficoltà che si presentavano.

Io sono sicuro che senza la mia determinazione non avrei potuto creare ciò che ora orgogliosamente vedo attorno a me, ma so anche che senza le persone che hanno creduto in me, e mi hanno aiutato passo dopo passo, probabilmente il mio sogno sarebbe ancora tale. Io da parte mia ho sempre mantenuto la parola data e sempre rispettato le scadenze, non ho mai cercato scappatoie, non ne vale la pena. Ecco cosa intendo, la solidarietà, quel senso di collaborazione che a volte oggi sento mancare, ma nel quale non perdo assolutamente la fiducia. L’ho detto, sono caparbio.

Tra le tante storie che potrei raccontare, penso che questa sia la più adatta al periodo. Ricordo che all’inizio della mia avventura avevo bisogno di macchinari e quindi di investire, ma non avevo la somma necessaria per pagare tutto subito, così andavo a trovare possibili fornitori, mentre proseguivo i miei viaggi in cerca di clienti. Io e la mia Vespa. Una sera pensai di non tornar più a casa. Ero a Brunico quando fui sorpreso da una bufera di neve. Come dicevo non avevo molte risorse finanziarie, giusto il necessario per la miscela della Vespa, nient’altro. Dovevo assolutamente arrivare a Corvara, non sapevo come ma sapevo che dovevo farlo. Ci arrivai, in condizioni pietose, ma ci arrivai e cominciai a spingere la moto sotto la tormenta di neve verso il Campolongo. Ad un certo punto si avvicina un camioncino che procede nella tormenta lentamente. Rallenta e mi chiede dove volessi andare. Io dico: ‘In cima’. Ed ecco che durante la salita vengo tirato su, mentre affronto la discesa in folle per non consumare carburante. Arrivo a casa assiderato e senza forze.

Quella giornata non me la dimenticherò mai, non solo per la fatica di spingere la Vespa nel bel mezzo della bufera, ma anche per quel passaggio fortunato che mi fa sempre ricordare quanto sia importante lo spirito di solidarietà, anche tra perfetti sconosciuti. Una lezione che porta un po’ di quella famosa magia, così necessaria a questo Natale. Tanti auguri

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